Passa ai contenuti principali

Assalto al Ponte Milvio

Scene (quasi) mai viste.
E'accaduto stamattina alle 9.00 a Ponte Milvio, Roma, all'apertura di un nuovo supermercato degli elettrodomestici, a causa dell'afflusso di gente e delle auto parcheggiate si crea un blocco del traffico per alcune ore nella zona nord della cittta', fino a coinvolgere il Grande Raccordo Anulare.
Impressionanti le foto pubblicate da Repubblica (vedi) , si parla di forse ottomila persone, tra cui alcune accampate fin dalla notte, ad attendere l'apertura delle porte per portare a casa il televisore a prezzo scontato o il moderno totem, l' iPhone (che non e' economico neppure scontato) .

Intendiamoci, corse ai prezzi scontati le abbiamo fatte tutti nella nostra vita, penso sia normale.
Quello che mi fa pensare e' l'enorme divario tra un paese che si definisce "in crisi economica", sotto costante minaccia di cure piu' o meno draconiane, piu' o meno virtuali (cambiate quasi ogni giorno) e la propensione forte a spendere, comprare non beni di prima necessita' (chi non ha un televisore un casa ? chi non ha un cellulare ?) ma il di piu', il superfluo, l'inutile, o semplicemente il non necessario. Cosa dire poi dell'assembramento di cosi' tanta gente in un giorno feriale? Forse che non lavora nessuno di loro? O hanno preso ferie per comprare il televisore ?

Dove sta allora la verita' ? Esiste veramente questa crisi e come possiamo definirla ? Un paese davvero in crisi economica riempirebbe ogni sera i ristoranti della citta' ? (provate a cercare un tavolo libero in un ristorante dopo le 20 di sera a Torino..).
Potrebbe permettersi la corsa agli acquisti come se niente fosse ? Forse nessuno sa cosa significa veramente la parola "crisi", o forse la vera crisi aleggia intorno, come per chi sta nell'occhio del ciclone, in una atmosfera da fine impero, una civilta' civile in decadenza che potrebbe crollare da un momento all'altro, come per l'Impero Romano assediato dai barbari ai propri confini, e allora ci si da agli ultimi festeggiamenti ?
Per chi conosce la risposta...

Fonte : Repubblica, Nuovo store, migliaia per maxisconti traffico bloccato, risse e vetrine rotte


The photo above is taken by "Chapuisat", on Flickr, Creative Commons licence

Commenti

Post popolari in questo blog

Oci ciornie (occhi neri)

" Oci ciornie ", ovvero " Occhi neri " nella lingua russa, famosa canzone popolare russa, ha un'origine abbastanza singolare. Infatti deriva da un poesia del 1843, del poeta ucraino Èvgen Pavlovič Hrebinka (un ucraino quindi, non russo). Solo successivamente venne musicata. La versione più celebre, quella che oggi conosciamo deriva da un novarese (si, nato a Novara, Piemonte, nel 1890), Adalgiso Ferraris , compositore appassionato di canti popolari gitani e russi, emigrato prima in Russia poi in Inghilterra. Se quindi una delle più famose canzoni russe è stata musicata da un italiano, è anche vero che la canzone italiana in lingua napoletana più famosa, 'O Sole mio , è stata sì scritta da Eduardo Di Capua , ma ad Odessa , in Ucraina, nel 1898, e sembra ispirata ad un'alba sul Mar Nero ! Ecco il testo della canzone, nella versione originale di Hrebinka  :     Occhi neri, occhi appassionati     occhi infuoc...

Il presente e' un dono

" Ti preoccupi troppo di ciò che era e di ciò che sara’. C’è un detto: ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono ed è per questo che si chiama presente " (il saggio Oogway , la tartaruga, maestro di Kung Fu, parla a Shifu , il panda rosso ) Li chiamano cartoni animati, ma in realta' alcuni tra essi sono molto di piu' che storielle semplici per bambini. Basterebbe che molti adulti li vedessero con gli occhi disinibiti e deprogrammati da bambino per imparare tante cose, concetti davvero semplici e basilari ma che trovo siano profondamente veri. In fondo e' proprio nella semplicita' delle cose la vera essenza. Nel caso del cartoon Kung Fu Panda (2008, recentemente trasmesso in televisione) si possono anche trovare concetti di PNL ( programmazione neuro linguistica ) come si puo' leggere in questo blog anche se la radice di questo concetto risale molto indietro, piu' di duemila anni fa, alla filosofia orientale, e che puo'essere sperimenta...

Il pastore e le pecore (storiella sufi)

" Una volta c'era un uomo che allevava delle pecore e ne faceva latte, formaggi e carne da mangiare. Il gregge era molto numeroso, infatti egli era molto ricco, ma era tanto ricco quanto avaro e dunque non aveva voluto mettere un recinto, non aveva assunto pastori che se ne occupassero e non badava troppo alla loro sussistenza. Conseguenza era che i poveri animali solevano perdersi , finire preda di altri predatori, cadere nei precipizi o semplicemente trovare la propria strada per non tornare mai più. Non di rado capitava anche che, accortisi delle malevoli intenzioni carnivore del padrone, fuggissero da lui non vedendo chiaramente piacevole una loro dipartita per compiacere i suoi gusti culinari. Ad egli non piaceva questa situazione ma non per nulla aveva intenzione di uscire un denaro. Così trovò un'altra soluzione.   La leggenda vuole che quest'uomo fosse anche un mago molto potente. Decise di ipnotizzare le proprie pecore e, come prima cosa, le co...