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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2017

Facebook sommersa dalle bufale?

Facebook sommersa dalle bufale ? Sto notando, dal mio punto di vista molto personale di utente Facebook come una percentuale abbastanza significativa delle persone che scrivono nel loro diario rimandi notizie che si rivelano essere fake news (notizie false, chiamate popolarmente "bufale").

A volte mi sembra di essere un alieno che è sbarcato sul pianeta Terra, vede una foto a corredo di una notizia e pensa: ma questa foto è stata ritoccata con Photoshop o programma analogo. Si vede. Si capisce dove finisce la realtà e dove inizia la fantasia di un artista che disegna una nuova realtà. Ma mi chiedo se sono solo io a vederlo o quanti altri capita ?
A volte leggo anche analisi di blogger preparati che scrivono in un italiano pulito che esprimono un concetto non superficiale e vengono sommersi da commenti di persone che lo accusano di essere "radical chic", "di sinistra", come se essere di sinistra fosse diventato un insulto, e che dimostrano che non hanno …

Gotye

Il suo nome è Gotye, che deriva dal cognome francese Gauthier che a sua volta deriva dal nome tedesco Walter (da walda harja = comandante dell'esercito), ovvero Gualtiero in italiano. Infatti l'artista belga naturalizzato australiano, all'anagrafe è Wouter De Backer, dove Wouter in olandese è appunto Walter / Gualtiero / Gauthier. L'esecuzione di "Somebody That I Used to Know" a mio parere è da brividi:

Now and then I think of when we were together
Like when you said you felt so happy you could die
Told myself that you were right for me
But felt so lonely in your company
But that was love and it’s an ache I still remember You can get addicted to a certain kind of sadness
Like resignation to the end
Always the end
So when we found that we could not make sense
Well you said that we would still be friends
But I’ll admit that I was glad it was over But you didn’t have to cut me off
Make out like it never happened
And that we were nothing
And I don’t even need yo…

Pescati dalla rete

I recenti casi di spionaggio a discapito di istituzioni pubbliche in Italia (si legga l'articolo di La Stampa sui fratelli Occhionero - riferimento agli antichi pirati che solcavano i mari ?) ma anche quelle degli hacker che spiavano il partito Democratico americano, hanno un comun denominatore, perché fanno leva su una debolezza intrinseca in ciascuno di noi : l'ingenuità. In gergo si chiama phishing, vocabolo che somiglia molto a fishing, l'atto del pescare, infatti come pesciolini si abbocca all'esca di una semplice email che è confezionata per farci inserire le nostre credenziali di accesso alla posta elettronica (o altro servizio) non nel posto giusto ma in un sito del "pescatore". Semplice no ? Eppure i segnali sono tanti ma non ce ne accorgiamo : chi guarda se l'indirizzo del mittente è un dominio di primo, secondo o terzo livello ? Chi controlla se l'indirizzo del destinatario è unico oppure è insieme a tanti altri oppure non compare nemmeno …

Salviamo i Rohingya

Si fa presto a credere felicemente conclusa una situazione internazionale che, a ben vedere, nasconde tanti lati per niente risolti. Secondo una frettolosa lettura della stampa, lo stato della Birmania (oggi Myanmar, nome datogli dai generali) dopo le prime libere elezioni del 2015, precedute da decenni di dittatura militare (sin dal 1962), sembra avviata verso la democrazia, sviluppo e prosperità economica in quanto ha stravinto il partito della leader Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, che era stata per anni agli arresti domiciliari. Ma in realtà la situazione non è risolta, visto che i generali rappresentano uno Stato nello Stato, detengono un quarto dei seggi in parlamento oltre ai ministeri chiave : interno, difesa e "affari di confine", oltre a poter esercitare un diritto di veto. E non sono risolte neppure le richieste di maggiore autonomia (oltre che rispetto dei diritti umani) delle minoranze etniche, diverse dalla maggioranza Bamar (ovvero l'…

Ded Moròz, il Babbo Natale russo

Nel Novecento, mentre in occidente San Nicola diventa Babbo Natale e viene presentato come immagine pubblicitaria della Coca Cola, in Russia, a seguito della rivoluzione comunista, San Nicola diventa Nonno Gelo (Ded Moròz), ma la costruzione è un pò inquietante se leggiamo chi era in origine Ded Moròz. Le fiabe di metà Ottocento di Vladimir Odoevsky e Alexandr Afanassiev (gli equivalenti russi dei tedeschi fratelli Grimm), raccolte da una preesistente narrativa orale, raccontano di Morozko, una specie di bestia che copriva di ricchezze la sua bella, una antica versione della "La Bella e la Bestia". Insieme  a Babbo Gelo compare Snegurochka o Snegurka, che sempre nelle fiabe russe era una bambina di neve (figlia di Morozko) che si scioglieva al calore dell'amore (come la neve si scioglie in primavera). Nella versione comunista, la figlia bambina diventa la nipote. E se in origine entrambi, nonno e nipotina, indossavano un vestito azzurro, col tempo Nonno Gelo venne vesti…