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Facebook sommersa dalle bufale?

Facebook sommersa dalle bufale ? Sto notando, dal mio punto di vista molto personale di utente Facebook come una percentuale abbastanza significativa delle persone che scrivono nel loro diario rimandi notizie che si rivelano essere fake news (notizie false, chiamate popolarmente "bufale").

A volte mi sembra di essere un alieno che è sbarcato sul pianeta Terra, vede una foto a corredo di una notizia e pensa: ma questa foto è stata ritoccata con Photoshop o programma analogo. Si vede. Si capisce dove finisce la realtà e dove inizia la fantasia di un artista che disegna una nuova realtà. Ma mi chiedo se sono solo io a vederlo o quanti altri capita ?
A volte leggo anche analisi di blogger preparati che scrivono in un italiano pulito che esprimono un concetto non superficiale e vengono sommersi da commenti di persone che lo accusano di essere "radical chic", "di sinistra", come se essere di sinistra fosse diventato un insulto, e che dimostrano che non hanno capito quello che è stato espresso o, più semplicemente, non è in linea col loro pensiero o peggio, richiede troppo sforzo mentale per essere compreso.
Troppo complicato capire un testo scritto, e ciò allora non mi stupisce il recente studio sociologico (pubblicato da La Stampa) il quale sostiene che il 70% degli italiani sono "analfabeti funzionali" ovvero sanno leggere e scrivere ma difettano nel comprendere il significato del testo.

A cosa ci porta tutto ciò ? Io credo che alcuni di noi si stanno creando una realtà parallela, confezionata da loro stessi, costruita secondo le loro personali opinioni, che sono sicuramente giuste e legittime, ma sono rafforzate oltremodo da emozioni basse (sdegno, rabbia, frustrazione, "non ci dicono la verità", "diffondete prima che lo censurino") e confermate da tutta una serie di episodi inventati dai noti siti di bufale (che tutti noi conosciamo). Si vive quindi non la realtà terrestre (non parlo della Realtà super-umana che è ancora oltre) ma una propria, adattata su misura come un abito confezionato da un sarto, edulcorata ma abbastanza resistente da non crollare mai e da non essere messa in discussione con nuove idee o nuovi punti di vista, che poi sono essenziali se pubblicare su Facebook non è un ricettacolo del proprio ego ma un luogo, seppur virtuale, di scambio di opinioni (e anche di cambio di opinioni personali: perché, udite udite, si può anche cambiare opinione quando una persona è in fase di crescita).

Link di approfondimento:
 - La Stampa - Il 70 per cento degli italiani è analfabeta (legge, guarda, ascolta, ma non capisce)
 - Le Scienze - La disinformazione corre sui social media
 - La Stampa - Bufale online, nuova polemica dopo le parole dell’Antitrust.
 - La Stampa - Il sistema di verifica delle notizie false di Facebook arriverà presto anche in Italia
 - Il Fatto Quotidiano - Bufale, ecco perché sono redditizie. E pericolose

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