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La perdita della libertà


Mi chiedo se può accadere che in una società che tende al conformismo per natura (e sceglie governanti che mantengono lo status quo), anche il non-conformismo venga incanalato e diretto da chi guida il conformismo - mi spiego : molte culture giovanili "alternative" sono in realtà un affare per i grandi marchi, lo stesso in politica dove movimenti che si dichiarano "anti-politici" sono in realtà guidati da persone che sono effettivamente dentro il sistema (e lo conoscono bene), si legga la storia di Grillo e Casaleggio.

Non voglio citare Matrix, tante volte citato a (s)proposito, però viene da pensare che, sia che tu sia da una parte (conformista) o dall'altra (anticonformista) il risultato è sempre lo stesso, ed è forse questa la perdita di libertà dell'uomo nella società moderna ? Forse, si, e allora non è il momento giusto di svegliarsi da questa realtà che assomiglia ad un sogno?

Spesso si sente parlare di un fantomatico governo ombra a livello planetario che dirige i destini dell'umanità. Al mio livello, che è quello di tanti altri cittadini, forse non sapremo qual'è la verità di tutto questo. Certo è che, anche se non esistesse un governo unificato (però abbiamo degli indizi, si legga Bilderberg), c'è penso un'unità di intenti, una comunione di interessi, che fa si che possa esistere comunque un'entità astratta (eterica, nel campo dello spirito) che guida le sorti umane, non certo nella direzione di fraternità tra i popoli ma all'opposto, fatta da un egoismo utilitaristico, speculativo di un'elite arricchita e che ha interesse a conservare i propri privilegi.

In cosa consiste allora la libertà ? Non certo nello scegliere, perchè il sistema sociale, come penso, è strutturato in modo che ti vengano offerte entrambe le possibilità: essere dentro il sistema o "credersi fuori" dal sistema, perchè tanto è vero che i movimenti di protesta, soprattutto quelli violenti, sono funzionali (inconsapevole agenti in incognito) del sistema che li aiuta a rafforzare il loro potere facendo crescere il consenso.
La vera libertà non è un qualcosa che si sceglie (un divenire, legato al tempo) ma è un essere, l'essere consapevoli della realtà in cui si vive, un essere che osserva e che dall'osservazione acquista sempre maggiore consapevolezza, pur non essendo legato a questo mondo può scegliere, stavolta liberamente, di agire secondo il suo essere.

Articoli di approfondimento:
 - Beppe Grillo è libero o controllato?

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