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Il fallimento di Expo

(cc) John Solaro (sooolaro) posted on Flickr
Non serviva essere veggenti per prevedere come sarebbe andata a finire, prima ancora che aprisse, quella fiera globale che viene chiamata Expo. Eppure mi direte che, nonostante i molti "gufi", è stato un successo di pubblico, vedi le code chilometriche degli ultimi giorni di apertura.
Ma proprio in questo sta il fallimento, la constatazione che l'enorme massa di gente è stata attirata verso il nulla, come gli insetti d'estate che vengono attirati dalla luce delle lampade e li trovano la loro morte. O suicidio. Suicidio spirituale, si intende nel caso umano.
Penso che nessuno in cuor suo crede che il pretesto etico dell'Expo (sfamare il mondo o alimentazione sostenibile o altro ancora) sia stato realizzato. Chi non ha cibo per sfamarsi, continua a non averlo; le multinazionali del cibo che sponsorizzano Expo continuano a fare lauti guadagni; e i visitatori hanno preso atto di ciò che già sapevano e l'hanno già dimenticato il giorno dopo.
Alla fine cosa ci rimane, se non un gigantesco esperimento sociologico, comprendere perchè le persone sono state attratte da Expo solo perchè altri lo hanno fatto. Comprendere perchè le persone in 5 minuti di coda al negozio già perdono la testa e in 5 ore di coda per una visita sono felici e contenti.
Il grande romanzo spirituale di Carlo Collodi aveva già messo in guardia l'attrazione verso simili manifestazioni. Il rischio è di ritrovarsi il giorno dopo con due belle orecchie d'asino.

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