Trovo molto interessante l'articolo su Repubblica, dal titolo " Meglio Lennon che una pasticca per calmare i nervi troppo tesi ", dove uno studio di psicologi ha messo in correlazione l'ascolto della musica con l'effetto psicologico prodotto, che è lo stesso degli psicofarmaci. Come dire, prendete tutte le pasticche e buttatele via, non servono a niente, tranne ai lauti profitti di Big Pharma, e ascoltate della buona musica, dosata e scelta a seconda dell'effetto desiderato. Le implicazioni sono molto più profonde di quello che sembri, ben riassunte dalla frase di chiusura dell'articolista Angelo Aquaro (cito testualmente) : "Ma i tre psicologi vanno oltre: notando come ritmo, armonia, risonanza e sincronia sono fra l'altro termini musicali che vengono sorprendentemente usati anche nello studio del cervello. E che i ritmi del cervello, viceversa, sono organizzati con gli stessi principi della musica. Noi stessi, dicono, siamo musica: ...