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Cani e gatti di laboratorio


Sono dell'idea che il nostro benessere non puo' e non deve derivare da una sofferenza altrui, e questo dovrebbe essere valido non solo quando a subire la sofferenza sono umani ma deve valere per tutte le creature di Dio, animali compresi.
E invece si torna a parlare di sperimentazione animale (erroneamente identificata in toto con la vivisezione), a mio parere una vera e propria crudelta' giustificata da studi medici su farmaci e patologie. Quello che mai verrebbe fatto ad un uomo viene fatto, troppo spesso con leggerezza e senza coscienza, sulle cavie da laboratorio.

E proprio in questi giorni, il parlamento europeo ha emendato una precedente legge del 1986 sulla regolamentazione della sperimentazione animale, rendendola piu' permissiva, ovvero consentendo i test di laboratorio su cani e gatti randagi (!!) (art. 11) e su primati non umani ovvero scimmie antropomorfe (art. 55), inoltre consentendo la sperimentazione senza anestesia o analgesici se i ricercatori lo ritenessero opportuno (art. 14).

Non e' la prima volta che il nostro parlamento europeo ci stupisce con iniziative insensate (vedi tra tutte la direttiva Bolkenstain o ammazza-mercato rionale). Spesso dietro le decisioni dei politici ci sono grossi interessi industriali, e in questo caso a trarne vantaggio e' Big Pharma ovvero le grandi industrie farmaceutiche.
Un bel regalo, proprio ad un anno esatto dalla psicosi del virus mediatico dell'influenza suina. Vi ricordate gli annunci di settembre scorso di chi sosteneva di rinviare addirittura l'inizio delle scuole ? Con Topo Gigio in televisione ? E quanti soldi sono stati sprecati per gli inutili e dannosi vaccini, comprati a milioni dai governi e mai utilizzati ?

Ad opporsi con forza, oltra la LAV (lega anti vivisezione) e LEAL (lega anti vivisezionista), una parlamentare europea eletta in Italia, che fa sentire la sua voce e il suo sdegno, ecco il suo appello:



Fonte : Virgilio Notizie

The photo above is taken by "francescoprocida", on Flickr, Creative Commons licence.

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