Passa ai contenuti principali

La Battaglia dei Cuscini

E' la nuova moda, la Pillow fight (ovvero la battaglia dei cuscini), nata a San Francisco sembra come antidoto allo stress e, grazie al tam tam in Rete, come prevedibile si è diffusa rapidamente in ogni parte del globo.

E ieri sera alle 19 è arrivata Torino, in Piazza Carlo Alberto, a cui la città ha dato un degno e suggestivo contorno, attorniando i festanti partecipanti (non chiamiamoli combattenti) tra la Biblioteca Reale con i suoi preziosi libri, Palazzo Carignano col Museo del Risorgimento ovvero memoria dell'unità d'Italia, e una gigantografia del torinese Piero Chiambretti, proprietario del locale Sfashion, posta su di un palazzo in rifacimento facciata con l'immagine di un improbabile braccio ingessato con la scritta "calma e gesso".. e infatti in piazza volavano cuscini e si davano cuscinate!

Battaglia durata festosamente per un'ora abbondante, alla fine lo stesso re, Carlo Alberto, dall'alto dal suo monumento equestre al centro della piazza, sembra essere sceso dal piedistallo ed essersi unito alla cuscinata, altrimenti non si spiegherebbero i cuscini appesi al cavallo, infilzati dalla sua spada e in testa alle sue impassibili guardie..

Approfondimenti:

- World Pillow Fight Day : http://www.pillowfightday.com/
- Articolo "La guerra dei cuscini" su La Stampa


Commenti

Anonimo ha detto…
mitica la battaglia dei cuscini!!!!
quanti ricordi con mia sorella!!!!!
Luke ha detto…
Ciao Alduspm, si si davvero mitica, quando ho assisito (in veste di reporter :-) mi ha trasmesso davvero tanta energia, e come te, tanti bei ricordi di quando, da ragazzo in gita scolastica, si faceva la battaglia dei cuscini la sera nelle stanze d'albergo :-) !

Post popolari in questo blog

Oci ciornie (occhi neri)

" Oci ciornie ", ovvero " Occhi neri " nella lingua russa, famosa canzone popolare russa, ha un'origine abbastanza singolare. Infatti deriva da un poesia del 1843, del poeta ucraino Èvgen Pavlovič Hrebinka (un ucraino quindi, non russo). Solo successivamente venne musicata. La versione più celebre, quella che oggi conosciamo deriva da un novarese (si, nato a Novara, Piemonte, nel 1890), Adalgiso Ferraris , compositore appassionato di canti popolari gitani e russi, emigrato prima in Russia poi in Inghilterra. Se quindi una delle più famose canzoni russe è stata musicata da un italiano, è anche vero che la canzone italiana in lingua napoletana più famosa, 'O Sole mio , è stata sì scritta da Eduardo Di Capua , ma ad Odessa , in Ucraina, nel 1898, e sembra ispirata ad un'alba sul Mar Nero ! Ecco il testo della canzone, nella versione originale di Hrebinka  :     Occhi neri, occhi appassionati     occhi infuoc...

Il presente e' un dono

" Ti preoccupi troppo di ciò che era e di ciò che sara’. C’è un detto: ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono ed è per questo che si chiama presente " (il saggio Oogway , la tartaruga, maestro di Kung Fu, parla a Shifu , il panda rosso ) Li chiamano cartoni animati, ma in realta' alcuni tra essi sono molto di piu' che storielle semplici per bambini. Basterebbe che molti adulti li vedessero con gli occhi disinibiti e deprogrammati da bambino per imparare tante cose, concetti davvero semplici e basilari ma che trovo siano profondamente veri. In fondo e' proprio nella semplicita' delle cose la vera essenza. Nel caso del cartoon Kung Fu Panda (2008, recentemente trasmesso in televisione) si possono anche trovare concetti di PNL ( programmazione neuro linguistica ) come si puo' leggere in questo blog anche se la radice di questo concetto risale molto indietro, piu' di duemila anni fa, alla filosofia orientale, e che puo'essere sperimenta...

Il pastore e le pecore (storiella sufi)

" Una volta c'era un uomo che allevava delle pecore e ne faceva latte, formaggi e carne da mangiare. Il gregge era molto numeroso, infatti egli era molto ricco, ma era tanto ricco quanto avaro e dunque non aveva voluto mettere un recinto, non aveva assunto pastori che se ne occupassero e non badava troppo alla loro sussistenza. Conseguenza era che i poveri animali solevano perdersi , finire preda di altri predatori, cadere nei precipizi o semplicemente trovare la propria strada per non tornare mai più. Non di rado capitava anche che, accortisi delle malevoli intenzioni carnivore del padrone, fuggissero da lui non vedendo chiaramente piacevole una loro dipartita per compiacere i suoi gusti culinari. Ad egli non piaceva questa situazione ma non per nulla aveva intenzione di uscire un denaro. Così trovò un'altra soluzione.   La leggenda vuole che quest'uomo fosse anche un mago molto potente. Decise di ipnotizzare le proprie pecore e, come prima cosa, le co...