Passa ai contenuti principali

Gli atei credono in Dio

Ammiro gli atei.
Gli ammiro sul serio.
Ho conosciuto diversi atei nella mia vita e ammiro la loro derminazione. Chi è ateo è ateo convinto, senza dubbi e spesso non lascia appello a chi non lo è.

L'ateo è un credente. Credono che Dio non esista facendo così un grandissimo atto di fede. E siccome solo chi crede fa atti di fede, ergo l'ateo crede. Ma la fede non è qualcosa che si può toccare, non è materiale, fa parte del mondo invisibile, appartiene al mondo dello spirito (leggi anima) ovvero è Dio. Quindi gli atei ammettono l'esistenza di Dio.

Deve essere per questo che in questi giorni si può leggere su due bus di Genova, a caratteri cubitali, il loro credo, ovvero "La cattiva notizia è che Dio non esiste. Quella buona è che non ne hai bisogno" (fonte La Stampa).
La Chiesa naturalmente insorge, scatenando una guerra di religione (speriamo solo verbale). Ma le guerre di religioni sono combattute da due opposte fedi. Allora ecco un'altra conferma che gli atei professano una religione e quindi dato che tutte le religioni ammettono il trascendente (Dio o spiriti o divinità), si deduce che credono in Dio.

Sarebbe bello che qualcuno arguto (e di certo facoltoso) potesse affittare spazio su altri bus e potesse scrivere:
La buona notizia è che Dio esiste,
siamo spiacenti per gli atei.

The photo above is taken by "kazze", on Flickr, Creative Commons licence.

Commenti

Anonimo ha detto…
che gran cavolata,penso che gli atei vogliano solo dimostrare che le religioni sono sempre state smentite su quello che dicevano,e verrano smentite sempre,e cosi sarà.

penso che se veramente esista un Dio,non sia il dio professato dalle attuali religioni cristiane,islamiche ed ebree.

dunque giungo alla conclusione che solo l'induismo si comporta come vero credente.
Luke ha detto…
Come possiamo noi giudicare quale religione sia vera e quale possa venire smentita dalla storia.
A complicare il giudizio, si confonde la religiosità con l'istituzione religiosa (ad esempio i veri credenti cattolici con la Chiesa, io mi sento di appartenere ai primi ma non ai secondi).
Quale Dio, mi chiedi.. io penso che il Dio è unico, esiste a prescindere da cristiani, mussulmani, ebraici, induisti.. che talvolta non coincide con l'interpretazione che il clero (o i sacerdoti o la tradizione o i libri sacri) danno alla divinità.
Dall'alto, siamo tutti uguali e tutti (quelli col cuore puro e sincero) crediamo nello stesso Dio, il Dio dell'umanità.
Unknown ha detto…
E' una delle cose più stupide che abbia mai letto
Luke ha detto…
Se ti riferisci a quello scritto sui bus di Genova sono daccordo con te..
Unknown ha detto…
..allora non sei daccordo con me..

Quello che hai scritto nella risposta all'anonimo ha senso e in parte lo condivido, ma le motivazioni del post iniziale sono abbastanza ingenua. Ma perchè dovrebbe importarti? Del resto neanche a me importa niente di farti cambiare idea.. Saluti..!

Post popolari in questo blog

Oci ciornie (occhi neri)

" Oci ciornie ", ovvero " Occhi neri " nella lingua russa, famosa canzone popolare russa, ha un'origine abbastanza singolare. Infatti deriva da un poesia del 1843, del poeta ucraino Èvgen Pavlovič Hrebinka (un ucraino quindi, non russo). Solo successivamente venne musicata. La versione più celebre, quella che oggi conosciamo deriva da un novarese (si, nato a Novara, Piemonte, nel 1890), Adalgiso Ferraris , compositore appassionato di canti popolari gitani e russi, emigrato prima in Russia poi in Inghilterra. Se quindi una delle più famose canzoni russe è stata musicata da un italiano, è anche vero che la canzone italiana in lingua napoletana più famosa, 'O Sole mio , è stata sì scritta da Eduardo Di Capua , ma ad Odessa , in Ucraina, nel 1898, e sembra ispirata ad un'alba sul Mar Nero ! Ecco il testo della canzone, nella versione originale di Hrebinka  :     Occhi neri, occhi appassionati     occhi infuoc...

Il presente e' un dono

" Ti preoccupi troppo di ciò che era e di ciò che sara’. C’è un detto: ieri è storia, domani è mistero, ma oggi è un dono ed è per questo che si chiama presente " (il saggio Oogway , la tartaruga, maestro di Kung Fu, parla a Shifu , il panda rosso ) Li chiamano cartoni animati, ma in realta' alcuni tra essi sono molto di piu' che storielle semplici per bambini. Basterebbe che molti adulti li vedessero con gli occhi disinibiti e deprogrammati da bambino per imparare tante cose, concetti davvero semplici e basilari ma che trovo siano profondamente veri. In fondo e' proprio nella semplicita' delle cose la vera essenza. Nel caso del cartoon Kung Fu Panda (2008, recentemente trasmesso in televisione) si possono anche trovare concetti di PNL ( programmazione neuro linguistica ) come si puo' leggere in questo blog anche se la radice di questo concetto risale molto indietro, piu' di duemila anni fa, alla filosofia orientale, e che puo'essere sperimenta...

Il pastore e le pecore (storiella sufi)

" Una volta c'era un uomo che allevava delle pecore e ne faceva latte, formaggi e carne da mangiare. Il gregge era molto numeroso, infatti egli era molto ricco, ma era tanto ricco quanto avaro e dunque non aveva voluto mettere un recinto, non aveva assunto pastori che se ne occupassero e non badava troppo alla loro sussistenza. Conseguenza era che i poveri animali solevano perdersi , finire preda di altri predatori, cadere nei precipizi o semplicemente trovare la propria strada per non tornare mai più. Non di rado capitava anche che, accortisi delle malevoli intenzioni carnivore del padrone, fuggissero da lui non vedendo chiaramente piacevole una loro dipartita per compiacere i suoi gusti culinari. Ad egli non piaceva questa situazione ma non per nulla aveva intenzione di uscire un denaro. Così trovò un'altra soluzione.   La leggenda vuole che quest'uomo fosse anche un mago molto potente. Decise di ipnotizzare le proprie pecore e, come prima cosa, le co...