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La percezione della realta'

Piccolo tra i grandi e grande tra i piccoli.
E invece il cerchio arancione ha sempre la stessa dimensione, a prescindere dalla dimensione e dalla distanza dei cerchi blu che lo circondano (provare per credere : l'immagine l'ho realizzata con il semplice Paint di Windows).

Viene chiamata illusione di Ebbinghaus, dal filosofo e psicologo tedesco Hermann Ebbinghaus, vissuto nella seconda meta' dell'Ottocento, i cui studi principali furono dedicati alla memoria e all' apprendimento delle nozioni (in particolare del tempo di persistenza nella memoria).

Questa semplice illusione ottica e' in realta' una illusione cognitiva, ed e' dovuta a come il nostro cervello interpreta l' immagine: sembra quindi piu' importante come percepiamo la realta rispetto a com'e' veramente la realta'.
Questa semplice e disarmante osservazione la conoscono bene chi si occupa di comunicazione e marketing, giornalisti e politici. Proprio perche' noi prendiamo le decisioni in base a come percepiamo la realta' (e non com' e' realmente) e' possibile vendere di piu' un prodotto, o convincere gli elettori a votare per quel partito o candidato, o ingigantire un problema piu' del necessario.

Esprimendolo come metafora, il cervello ha davanti un velo che altera la percezione della realta', proprio come il concetto metafisico della Maya induista (concetto ripreso anche dal grande fisico Schopenhauer), che impedisce all'essere umano l'avanzamento spirituale e lo obbliga a reincarnarsi nel ciclo delle rinascite.
Questo velo allora impedisce all' uomo di non riconoscere che lui non e' il corpo fisico che incarna, come non e' i suoi pensieri, ne i suoi sentimenti, ne il suo cervello. Fatta salva questa constatazione, riconosce che non e' un essere separato ma collegato al tutto e quindi la sua anima puo' ricongiungersi finalmente all'Assoluto, a Dio.

Articoli :
- Gianluca Giansante, Gli usi simbolici della politica: il caso Calderoli
- Le Scienze, A ciascuno il suo mondo (visivo)

The photo above is taken by "orange onion", on Flickr, Creative Commons licence

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